Capelli7 min di lettura

Taglio uomo per capelli ricci: forme, lunghezze e gestione

Il riccio è una texture, non un problema da correggere. Ma chiede un taglio pensato per lui: lunghezze che lo lascino formarsi, una struttura che ne controlli il volume e una gestione quotidiana semplice. Ecco come riconoscere il proprio tipo di riccio e cosa chiedere in barberia.

Molti uomini con i capelli ricci hanno passato anni a tagliarli cortissimi per non doverci pensare, o a schiacciarli con il gel. È un peccato, perché il riccio ben tagliato è una delle texture più interessanti che esistano: ha volume naturale, movimento, personalità. Il punto è che non si può tagliare come un capello liscio: le lunghezze si comportano diversamente, il volume si distribuisce in modo imprevedibile, e un centimetro in più o in meno cambia la forma dell'intero taglio. Questa guida serve a capire come funziona il proprio riccio e come farlo lavorare a favore, non contro.

Non tutti i ricci sono uguali

Prima di parlare di taglio, va riconosciuto il tipo di riccio. La differenza tra un'onda larga e un riccio stretto è enorme, e le regole cambiano di conseguenza.

  • Mosso: onde ampie, a forma di S, che si formano soprattutto sulle lunghezze medie. Tende a essere piatto alle radici e a fare volume sulle punte. Con i capelli corti quasi scompare.
  • Riccio aperto: spirali larghe e definite, con volume già a pochi centimetri dalla radice. È il riccio più versatile per il taglio maschile, perché si legge bene sia corto sia medio.
  • Riccio stretto: spirali piccole e fitte, molto volume, tendenza a compattarsi in una massa uniforme se non viene alleggerito. Chiede un taglio che crei spazio tra i ricci.
  • Crespo o afro: texture molto compatta, che cresce verso l'esterno più che verso il basso. Il taglio lavora quasi come una scultura, per forma e volume, più che per lunghezza.

Molte teste hanno più texture insieme: più ricci sulla nuca, più mossi sulla sommità, quasi lisci sulle tempie. Un buon taglio tiene conto di queste differenze invece di trattare tutto allo stesso modo. Conta anche la reazione all'umidità: alcuni ricci si gonfiano con il tempo umido, altri restano compatti, e saperlo aiuta a scegliere la lunghezza giusta.

Le lunghezze che funzionano

Con il riccio esiste una lunghezza minima sotto la quale la texture non si esprime, e una lunghezza oltre la quale il peso comincia ad allungare le spirali e a togliere definizione. Tra questi due limiti si trova la zona in cui il riccio dà il meglio, ed è diversa per ogni tipo.

  • Corto con lati sfumati e sommità ricca. È la formula più diffusa: i lati corti o sfumati controllano il volume laterale, la parte alta mantiene qualche centimetro in cui il riccio si forma. Funziona su quasi tutti i tipi di riccio e su molte forme del viso.
  • Medio con lunghezza uniforme. Lasciare qualche centimetro ovunque, con i lati leggermente più corti, crea una forma morbida e naturale, molto attuale. Chiede un capello con riccio definito e una buona routine di asciugatura.
  • Medio-lungo con frangia. Il riccio che arriva sulla fronte, portato in avanti o di lato, ammorbidisce i visi lunghi e squadrati. Va alleggerito con cura per non appesantire lo sguardo.
  • Lungo. Sopra una certa lunghezza il riccio perde definizione alle radici per il peso, ma acquista movimento sulle lunghezze. Funziona su chi ha densità e pazienza per la manutenzione.
  • Cortissimo. Il riccio quasi sparisce, ma resta una texture che dà un aspetto pieno e curato. È la scelta di chi vuole zero gestione, e va comunque proporzionata al viso.

La forma del viso resta il primo criterio: il riccio aggiunge volume, e quel volume va messo dove serve. Sul viso rotondo va concentrato in alto, sul viso lungo va contenuto in altezza e lasciato ai lati. La guida sulla forma del viso spiega il ragionamento nel dettaglio.

Taglio a secco o bagnato? Senza dogmi

È uno dei dibattiti più accesi tra chi ha i capelli ricci. Il taglio a secco permette di vedere il riccio nella sua forma reale, come si porta ogni giorno, e di decidere dove togliere e dove lasciare con l'occhio sul risultato finale. Il taglio bagnato permette di lavorare con più precisione sulla struttura, sulle lunghezze di base e sui lati, dove la definizione conta più della texture. Nessuno dei due è giusto in assoluto.

In pratica, molti barbieri esperti di riccio combinano i due approcci: costruiscono la struttura sul bagnato, asciugano lasciando che il riccio si formi, e rifiniscono a secco, riccio per riccio, dove il volume è eccessivo o la forma non è equilibrata. L'importante è che chi taglia conosca il riccio, sappia che si accorcia asciugandosi e non lo tratti come un capello liscio da tirare e pareggiare. In barberia valutiamo di volta in volta quale metodo ha più senso per quei capelli e per quel taglio.

Il riccio non si combatte, si ascolta. Ogni testa ha un punto in cui vuole andare: il mio lavoro è trovarlo e costruire il taglio intorno a quello.
— Gianni

L'asciugatura decide il risultato

Sul riccio, l'asciugatura vale quanto il taglio. Lo stesso taglio può risultare definito o crespo a seconda di come si esce dalla doccia. Alcune regole semplici:

  1. Non strofinare con l'asciugamano. Lo sfregamento apre la cuticola e crea crespo. Meglio tamponare, o usare un asciugamano in microfibra o una maglietta di cotone, premendo delicatamente.
  2. Applicare il prodotto sui capelli bagnati. Il riccio si definisce mentre si asciuga: il prodotto va distribuito prima, dalle lunghezze verso le radici, con le mani, senza pettinare.
  3. Asciugare all'aria o con il diffusore. L'aria libera è la scelta più semplice; il diffusore a temperatura media e bassa velocità accelera senza scompigliare. Il getto diretto del phon, invece, gonfia e increspa.
  4. Non toccare durante l'asciugatura. Ogni passaggio delle mani sul riccio in fase di asciugatura rompe la definizione. Si sistema solo alla fine, quando è asciutto, con le dita alle radici per dare volume.
  5. Al mattino, rinfrescare con acqua. Spesso basta inumidire con le mani e ridistribuire una minima quantità di prodotto per riattivare la forma senza rilavare.

I prodotti giusti

Il riccio ha bisogno di idratazione e di definizione, non di fissaggio rigido. Le creme per ricci e i leave-in leggeri aiutano a mantenere le spirali compatte e a controllare il crespo; le mousse danno definizione con leggerezza su ricci aperti e mossi; i gel leggeri, applicati sul bagnato e poi "rotti" con le mani una volta asciutti, sono utili sui ricci stretti che tendono a espandersi. Da evitare le cere e le pomate pesanti, che appiattiscono e lasciano l'effetto unto, e la quantità eccessiva di qualunque cosa. Anche lo shampoo conta: chi ha i ricci in genere lava meno spesso e privilegia formule delicate, perché il riccio si secca più facilmente del liscio. Su questo aspetto, la pagina dedicata allo styling e la guida su come prendersi cura del cuoio capelluto offrono indicazioni pratiche.

Gli errori più comuni

  • Tagliare troppo corto in cima. Sotto la lunghezza minima il riccio non si forma e restano solo ciuffi che sporgono in direzioni diverse.
  • Pareggiare come un liscio. Il riccio si accorcia asciugandosi e non cresce in modo uniforme: una linea perfetta sul bagnato diventa irregolare sull'asciutto.
  • Sfilare in modo aggressivo. Le forbici da sfoltire usate senza criterio spezzano le spirali e creano crespo alle radici che dura per mesi.
  • Spazzolare a secco. Rompe i ricci e gonfia. Il riccio si districa bagnato, con le dita o un pettine a denti larghi, mai asciutto.
  • Lavare ogni giorno con shampoo aggressivi. Il riccio perde l'idratazione che gli serve per stare compatto e diventa opaco e crespo.
  • Cambiare barbiere ogni volta. Il riccio ha bisogno di continuità: chi conosce come si comportano quei capelli migliora il taglio a ogni appuntamento.
In barberiaCon il riccio, la prima domanda che facciamo è come lo porti ogni giorno: quanto tempo hai la mattina, se lo asciughi con il phon o all'aria, se lo vuoi definito o più libero. Il taglio nasce da quelle risposte. Poi guardiamo la forma del viso, la densità e come si comportano le diverse zone della testa: solo a quel punto decidiamo la lunghezza.

La gestione quotidiana

Un buon taglio riccio dovrebbe richiedere pochi minuti la mattina: inumidire, distribuire un velo di prodotto, sistemare con le dita, lasciare asciugare. Se serve di più, il taglio o la routine vanno rivisti. Anche la frequenza degli appuntamenti è particolare: il riccio perdona la crescita più del liscio, ma a un certo punto il peso allunga le spirali e la forma si perde. Indicativamente ogni cinque o otto settimane, a seconda della lunghezza; ne parliamo nella guida su ogni quanto tagliare i capelli. Il consiglio più importante è uno: non forzare il riccio a essere ciò che non è. Un taglio costruito sulla sua natura richiede meno lavoro e dà risultati migliori di qualsiasi tentativo di domarlo.

capelli riccitaglio uomostyling uomoasciugaturatexture
Chi scriveGianni

Barber e hair specialist, titolare di Gentleman – Barberia Italiana a Barletta. Due anni nei camerini del Festival di Sanremo, dove ha curato capelli e look di artisti e personaggi dello spettacolo.

FAQ

Domande frequenti

01Qual è il taglio più facile da gestire per i capelli ricci?

Il corto con lati sfumati e qualche centimetro di lunghezza in cima. I lati controllano il volume laterale, la sommità lascia formare il riccio, e la mattina bastano acqua e un velo di prodotto. Funziona su quasi tutti i tipi di riccio e si adatta a molte forme del viso regolando l'altezza della sommità e della sfumatura.

02È meglio tagliare i ricci a secco o bagnati?

Dipende dal taglio e dal riccio. A secco si vede la forma reale e si rifinisce con precisione riccio per riccio; sul bagnato si lavora meglio la struttura e i lati. Molti barbieri combinano i due approcci: struttura sul bagnato, asciugatura, rifinitura a secco. L'importante è che chi taglia conosca il riccio e sappia che si accorcia asciugandosi.

03Come evito l'effetto crespo?

Non strofinare con l'asciugamano, applicare il prodotto sui capelli bagnati, asciugare all'aria o con il diffusore a temperatura media e non toccare i ricci mentre si asciugano. Anche lavare meno spesso, con formule delicate, aiuta a mantenere l'idratazione che il riccio ha bisogno di conservare per restare compatto e definito.

04Ogni quanto tagliare i capelli ricci?

In genere ogni cinque o otto settimane, a seconda della lunghezza. Il riccio assorbe la crescita nel volume più del liscio, ma oltre un certo punto il peso allunga le spirali, la forma si perde e i lati si allargano. Chi porta lati sfumati molto corti sentirà il bisogno di un ritocco prima, intorno alle tre o quattro settimane.

05Quali prodotti usare sui ricci maschili?

Creme per ricci e leave-in leggeri per idratare e controllare il crespo, mousse per definire con leggerezza i ricci aperti, gel leggeri applicati sul bagnato per i ricci stretti che tendono a espandersi. Da evitare cere e pomate pesanti, che appiattiscono e ungono. In ogni caso, poca quantità distribuita bene vale più di molto prodotto.

In barberia
Articoli correlati

Continua a leggere

  1. 01CapelliGuidaCome scegliere il taglio uomo in base alla forma del visoUn taglio riuscito non è quello di tendenza: è quello che mette in equilibrio le proporzioni del viso. In questa guida spieghiamo come riconoscere la propria forma, quali tagli funzionano per ciascuna e quali variabili, dall'attaccatura alla texture, cambiano davvero il risultato.10 min
  2. 02CapelliOgni quanto tagliare i capelli: la guida per l'uomoNon esiste una frequenza giusta per tutti: dipende dal taglio, dalla velocità di crescita e da quanto si vuole essere ordinati. Ecco le cadenze indicative per ogni tipo di taglio, i segnali che indicano che è il momento e le abitudini che allungano la tenuta tra un appuntamento e l'altro.6 min
  3. 03Cuoio capellutoGuidaCome prendersi cura del cuoio capelluto: la guida completa per l'uomoSi parla molto di capelli e poco della pelle che li sostiene. Questa guida spiega come riconoscere il proprio tipo di cute, come lavarla e asciugarla senza maltrattarla, quali abitudini quotidiane contano davvero e quali segnali meritano il parere di un medico.10 min